Posts Tagged ‘rifiuti’

Obiettivo: rifiuti zero!

Interessante appuntamento martedì 19  gennaio alle ore 20.45 nella  Sala S. Caterina in Via Romanello da Forlì. Il professore americano  Paul Connett, docente di Chimica generale e  ambientale, nonchè di  Tossicologia presso l’Università  St. Lawrence, Canton parlerà di un modo più sostenibile e meno costoso di gestire i rifiuti rispetto agli inceneritori. L’iniziativa, promossa dalle associazioni Clan-destino e WWF, è patrocinata dal Comune di Forlì che sarà rappresentato dall’Assessore all’Ambiente Ing. Alberto Bellini. Introdurrà l’incontro  il Presidente di Clan-destino Fabio Tommasini.

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Alla spina per ridurre i rifiuti

Durante la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti abbiamo effettuato un sondaggio tra gli avventori della COOP I Portici di Forlì per capire la propensione dei consumatori all’acquisto di prodotti sfusi o alla spina.  A fronte di un significativo interesse per il prodotto sfuso,  non esiste un luogo in città dove effettuare acquisti a ridotto impatto ambientale, per così dire. Dove recarsi infatti per acquistare, pur volendo, detersivi, prodotti per l’igiene personale, legumi ecc. fatta eccezione per il latte crudo per il quale cominciano a vedersi distributori automatici anche nella nostra città?

Un modo per ridurre in modo semplice i  rifiuti prodotti dagli imballaggi sarebbe innanzitutto quello di consumare acqua di rubinetto piuttosto della costosissima acqua minerale, ma non basta.

Guardate questo video…

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Non ce la danno a bere

Questo è il titolo dell’incontro pubblico che si terrà sabato 28 novembre nella Sala S. Caterina in via Romanello da Forlì alle ore 16,00, penultimo degli eventi ideati ed organizzati dalle Associazioni Clan Destino, Movimento Consumatori, Movimento Impatto Zero e dalla cooperativa sociale Ecosphera in occasione della prima edizione ufficiale della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

E’ sicura? Perché ha un odore strano? Un filtro domestico può aiutare? O posso berla in tutta tranquillità? Tanti sono i timori, i dubbi che i consumatori hanno sull’acqua di rubinetto.

Luoghi comuni e scarsa informazione portano spesso a convinzioni errate e a preoccupazioni infondate. E fanno sì che noi italiani siamo tra i maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia. Il marketing delle acque minerali è infatti così accattivante e pressante che i nostri acquisti finiscono per essere tutt’altro che razionali, in barba al portafoglio e all’ambiente che è da tutelare tanto quanto la nostra salute.
Oggi è più che mai importante conoscere e difendere questa preziosa e non inesauribile risorsa e far capire ai cittadini il suo valore creando una cultura di rispetto per l’acqua. Per questo abbiamo voluto organizzare un incontro pubblico di carattere divulgativo che avesse a tema proprio questo argomento e abbiamo invitato dei tecnici che ci aiutino a saperne e a capirne di più toccando, nelle loro relazioni, vari punti: qualità effettiva dell’acqua e qualità percepita, normativa nazionale e regionale in materia di acque potabili, sistemi domestici di depurazione, captazione e controlli effettuati dagli organi competenti, parametri da tenere in considerazione per capire le caratteristiche di un’acqua, impatto ambientale dei nostri acquisti di acqua in bottiglia. I tecnici saranno inoltre a disposizione per rispondere alle vostre domande e ai vostri dubbi.

L’incontro si aprirà con un aperitivo a cura di Altro giardino a base di prodotti biologici del territorio e proseguirà con gli interventi dei seguenti relatori:
Ing. Andrea Cirelli – Authority reg.le per la vigilanza sui servizi idrici e di gestione dei rifiuti.
Ing. Alberto Bellini – Assessore comunale alla qualità ambientale
Dr.ssa Claudia Cortesi – Medico igienista – Servizio Igiene alimenti e Nutrizione ASL Forlì.
Ing Paolo Marani – Membro di A.S.P.O. Italia.
Ing. Luciano Semproli – Membro dell’Associazione Clan-destino onlus.
Degustazioni d’acqua dal WATER BAR appositamente allestito.

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Una montagna di balle

Immagine anteprima YouTubeStasera nella saletta della Cassa dei risparmi in Via Bruni alle ore 20,30 verranno proiettati due interessanti filmati, all’interno della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti: “La storia delle cose” di Annie Leonard  e il documentario “Una montagna di balle” – di cui vi anticipiamo un trailer – alla presenza di uno degli autori.

“Una montagna di balle” è un docufilm che raccoglie immagini e testimonianze del periodo 2003-2009, realizzato da un gruppo di volontari che hanno voluto  documentare l’emergenza rifiuti in Campania. I pezzi di questa sorta di puzzle cinematografico sono stati messi assieme per individuare le responsabilità, lungo il corso di almeno 15 anni di gestione politica, della situazione campana. Vale la pena ricordare che attualmente sono in corso decine di processi che vedono sotto inchiesta politici, amministratori pubblici e aziende interessate a vario titolo. Le domande a cui il documentario cerca di rispondere sono tante e spinose:

Dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone?C’è un’assalto ai fondi pubblici, un vero e proprio  boicottaggio della “raccolta differenziata”? Ci sono collusioni con le ecomafie? E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti?

Regia: Nicola Angrisano, soggetto  di Maurizio Braucci, Nicola Angrisano, Sabina Laddaga;  musiche originali di Marco Messina, montaggio di Simone Generoso,  voce narrante è quella di Ascanio Celestini.

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Quanto pesa la spesa!

Oggi giovedì 26 novembre e domenica 29, di pomeriggio, si terranno presso la COOP del Centro commerciale “I PORTICI”  le seguenti iniziative di sensibilizzazione:

  • “Quanto pesa la spesa!“: banchetto informativo
  • “Scartiamo insieme la spesa di una famiglia” : azione dimostrativa sulla quantità di imballaggi inutili che acquistiamo ogni giorno
  • “Sei pronto per lo sfuso?“: sondaggio sulla propensione all’acquisto di prodotti sfusi o alla spina

Tutte le iniziative rientrano all’interno della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

Segnaliamo  inoltre l’evento organizzato da ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) che lo ha lanciato attraverso una conferenza stampa.


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C’era una volta…testimonianze di buone pratiche

Mercoledì 25 novembre alle ore 20,30 nella Saletta Bruni in Via Bruni a Forlì si terrà il secondo degli eventi ideati ed organizzati dalle Associazioni Clan Destino, Movimento Consumatori, Movimento Impatto Zero e dalla cooperativa sociale Ecosphera in occasione della prima edizione ufficiale della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

“Ci tenevamo molto, in qualità di cittadini impegnati sul territorio nel promuovere forme di consumo consapevole e rispettose dell’uomo e dell’ambiente, a partecipare a questo evento che si svolge in contemporanea in tutti i paesi europei” dice Anna Barbi, Presidente di Movimento Consumatori. “Vogliamo cercare di sensibilizzare la città sulla tematica della riduzione dei rifiuti attraverso una serie di iniziative che mostrino l’importanza di piccoli gesti quotidiani e alla portata di tutti che, se adottati, consentono di ridurre la quantità abnorme di rifiuti che produciamo e dobbiamo poi gestire con costi troppo elevati, non solo in termini economici”.

Appuntamento dunque Mercoledì 25 con:

“C’era una volta…testimonianze di buone pratiche”

Proiezione di videointerviste ai nostri anziani risparmiosi e ricicloni

per sottolineare che la strada è semplice, è quella del buonsenso suggerito dai nostri stessi anziani, capaci più di noi di riciclare, recuperare, allungare la vita agli oggetti prima di farli diventare rifiuti.

“Se il desiderio di cose sempre nuove si fermasse, il capitalismo morirebbe di sovrapproduzione. E’ solo promettendoci continuamente una felicità che passa per gli oggetti ma non si raggiunge mai, che il sistema sopravvive. Quindi non solo l’atto del comprare ma quello di disfarci di cumuli di merci caratterizzano la nostra inquietudine” (da “Consumo dunque sono” di Zygmunt Bauman)

“Cosa c’è di meglio di un orizzonte più vasto delle nostre abitudini?”(Bruce Chatwin)

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Fa’ come noi: riduci i rifiuti

Sono oltre 400 i progetti ufficialmente validati dal Comitato promotore italiano per la prima edizione ufficiale della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (European Week for Waste Reduction – EWWR), iniziativa che si terrà nei paesi europei dal 21 al 29 novembre.

L’EWWR nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea ed è promossa, in Italia, da un Comitato organizzatore sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio della Camera dei Deputati e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

Una fitta rete di eventi e azioni, sia a livello nazionale che locale, coprirà così l’intera penisola per sensibilizzare sulle strategie europee di prevenzione dei rifiuti e fornire spunti, anche concreti, per mettere in atto comportamenti consapevoli ed eco-sostenibili.

Anche i singoli cittadini possono infatti partecipare, con gesti concreti volte a ridurre la propria produzione di rifiuti: sul sito www.menorifiuti.org esiste infatti una “bacheca virtuale” aperta a tutti, dov’è possibile segnalare la propria adesione e prendere quindi parte in prima persona alla “Settimana”. Inoltre, insieme a brevi guide dedicate al consumo responsabile, vi è la possibilità di consultare le centinaia di azioni di prevenzione già proposte in tutta Italia.Tra queste ci saranno quelle di Movimento Consumatori Forlì.Visualizza il programma completo delle nostre iniziative

Volantino di promozione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

VIDEO di presentazione della Settimana Europea

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I giochi di prestigio di Hera

Pubblichiamo un articolo dell’Associazione Clan-destino che rivela come i dati della raccolta differenziata effettuata da Hera siano gonfiati.Movimento Consumatori si propone di chiedere  conto ad Hera  di quanto sta uccedendo.

Così Michela Nanni: “Nel 2005 la raccolta differenziata nella provincia di Forlì-Cesena era pari a circa al 25% con una produzione di 256 mila tonnellate all’anno di rifiuti urbani, come in varie altre parti d’Italia. A Forlì e in altri Comuni il ragionamento è stato: se aumentiamo la produzione dei rifiuti possiamo aumentare la percentuale di raccolta differenziata.”.

Continua Nanni: “Come fare ad aumentare i rifiuti urbani? La risposta è stata semplice, è bastato constatare che accanto ai rifiuti urbani prodotti dalle famiglie e dai negozi (256 mila tonnellate) c’era una montagna ben più consistente di rifiuti, o scarti di produzione prodotti dalle industrie (ben 800 mila tonnellate), di cui l’80% già mandato a recupero e definiti dalla normativa rifiuti speciali”.

“Da qui l’idea: basta “trasferire” i rifiuti speciali nei rifiuti urbani. Le prove generali di questa manovra, a dire la verità, erano cominciate già da prima, nel 2004-2005. In questi due anni, infatti, già alcune decine di migliaia di tonnellate erano state spostate dal circuito dei rifiuti speciali in quello dei rifiuti urbani (macerie delle demolizioni di case, potature della manutenzione dei parchi cittadini e un po’ di rifiuti industriali). Visto che la cosa funzionava per aumentare le percentuali e che praticamente nessuno si era accorto “della magia”, si è deciso di procedere in modo massiccio”.

E’ duro l’attacco: “Così nei successivi 3 anni sono state spostate almeno 50 mila tonnellate di rifiuti speciali, che già andavano per la maggior parte a riciclaggio, nei rifiuti urbani, facendo schizzare la percentuale di raccolta differenziata dal 25% al 43%, grazie anche all’aiuto di Ato che pare abbia deliberato che la quasi totalità dei rifiuti speciali possano essere “assimilati”, cioè spostati e, soprattutto, conteggiati nei rifiuti urbani. Ad oggi i rifiuti speciali “trasferiti” nei rifiuti urbani, che permettono di far apparire alte le percentuali di raccolta differenziata, si possono conteggiare in almeno il 35% del quantitativo totale di rifiuti dichiarato urbano, cioè più di 100 mila tonnellate annue”.

Continua la denuncia: “Nelle dichiarazioni e negli articoli di giornale Hera afferma che sono aumentate, improvvisamente, le percentuali di raccolta differenziata (senza però nessun dato merceologico a sostegno), ma contestualmente sono lievitati anche i kg di rifiuto procapite prodotto annualmente. Il tutto in totale disaccordo con gli obiettivi di riduzione di produzione dei rifiuti imposti dalla Comunità Europea e previsti dagli strumenti di pianificazione e di legge.

Questo meccanismo si è visto soprattutto in alcuni comuni come Forlì (da 767 Kg procapite nel 2005 a 847 kg nel 2008), Cesena (da 602 kg a 722 kg), Bertinoro (da 514 kg a 964 kg), Longiano (da 571 kg a 1605 kg), Rocca S. Casciano (da 594 kg a 1194 kg)”.

Così Nanni: “Emblematico è il caso di Bertinoro. Appena il sindaco ha dichiarato che avrebbe seguito l’esempio di Forlimpopoli introducendo il porta a porta, improvvisamente la raccolta differenziata ha fatto un prodigioso balzo in avanti passando dal 20,4% del 2006 al 53,9% del 2008, facendo gridare ad Hera che non era necessario introdurre il porta a porta. Peccato che i rifiuti nel frattempo siano quasi raddoppiati ed in particolare che quelli da smaltire in discarica o inceneritore siano passati da 428 Kg a testa a 444 kg, segno evidente che l’operazione è solo di immagine, perché non ha inciso minimamente sui reali rifiuti urbani, ma è solo il frutto di un trasferimento di rifiuti speciali fra quelli urbani”.

Inoltre “Stessi identici miracoli di lievitazione delle percentuali di raccolta differenziata sono avvenuti sia nei quartieri di Ca’ Ossi a Forlì e di Cesuola a Cesena, dopo aver applicato il sistema di raccolta di prossimità (abbandonato in moltissimi Comuni italiani perché di limitata efficacia).

Sembra quasi spontaneo pensare che queste improvvise performance di Bertinoro, Ca’Ossi, Cesuola altro non siano che manovre di boicottaggio del gestore dei rifiuti per bloccare l’espandersi del porta a porta da Forlimpopoli verso i Comuni limitrofi”.

Il dato di Ca’ Ossi: “Infatti a ben guardare, il tanto sbandierato risultato del 60% di resa nella raccolta di prossimità di Cà Ossi non è poi così tanto chiaro, perché se togliamo i rifiuti industriali la raccolta differenziata di quel quartiere si ferma a un ben più modesto 44% con oltre 310 Kg a testa di rifiuti inviati a discarica o inceneritore, un risultato ben diverso da quello di Forlimpopoli dove la raccolta porta a porta, sempre tolto il rifiuto industriale, supera il 72% e i Kg mandati a discarica o incenerimento non raggiungono i 150 Kg a testa”

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Il termovalorizzatore di Forlì

Il 29 settembre scorso   si è verificato un incendio  nel termovalorizzatore di Modena gestito da Hera. Quante diossine saranno state disperse nell’aria? Cosa avranno respirato gli abitanti di Modena?Anche a Forlì abbiamo un termovalorizzatore di recente costruzione. In attesa di sapere da Hera – a cui abbiamo rivolto la domanda – quali sono le procedure  previste per gestire un’emergenza come quella appena accaduta a pochi chilometri da noi, riteniamo utile proporvi un interessantissimo video girato da Movimento Impatto Zero  sul  funzionamento del nostro termovalorizzatore.

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A maggio anche Movimento Consumatori ha accompagnato alcuni soci a visitare l’impianto. In quell’occasione ci siamo chiesti  perchè si continua ad investire nella costruzione di questo genere di impianti – pericolosi per la salute dei cittadini -  e non si decide di investire invece in centri di recupero  dei rifiuti come si fa in altre regioni d’Italia.Una risposta ce l’abbiamo, a dire il vero, ma quello su cui vorremmo farvi riflettere è l’affermazione del tecnico nel video: solo il PM10 è trattenuto dal sistema di “filtraggio” dell’impianto, nulla si può fare per le nanoparticelle che sono invisibili….

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Teleriscaldamento o teleimbonimento?

Ringraziamo ancora una volta il MIZ di Cesena per il post che pubblichiamo relativo al telersicaldamento.

“Leggete prima per cortesia questo articolo per capire cosa sta bollendo nella pentola di Hera a Forlì. Non è una novità che le multi-utility da tempo propongano e sponsorizzino le virtù taumaturgiche di un sistema che punta ad unire il risparmio energetico con la tutela ambientale, questo sistema si chiama Teleriscaldamento (TLR). Fausto Ferraresi, direttore della divisione Teleriscaldamento di Hera, ha recentemente dichiarato l’esistenza di nuove strategie per ampliare il teleriscaldamento nella città di Forlì, coinvolgendo la zona del Ronco a nord di Forlimpopoli.

E’ bene capire come si muovono queste ex-municipalizzate, oggi divenute grandi s.p.a. e quotate alla borsa valori, da queste aziende infatti può dipendere non poco delle nostre esistenze: elettricità, riscaldamento, acqua, gestione rifiuti ed anche telecomunicazioni. L’ultima occasione d’oro per rinverdire i loro portafogli (in tutti i sensi) è rappresentata dal teleriscaldamento, da sempre benedetto presso talune associazioni ambientaliste come la panacea del risparmio energetico e del vantaggio ecologico per eccellenza.

Questo è parzialmente vero ma non è tutta la verità, per lo meno a Forlì, dove il teleriscaldamento rappresenta una vera manna: si bruciano i rifiuti risparmiando sui costi di discarica ed il risultato è un fiume di acqua calda che scorre nelle viscere della città ed infine giunge al calorifero, riscaldando la casa dell’inquilino di periferia, che può così evitare di consumare l’inquinante (?!?) metano di città. Magari essendo inquilino di periferia il cittadino aveva già installato la sua “vecchia” caldaia a condensazione ad alto rendimento. Per i fautori del teleriscaldamento è comunque un progresso enorme: un sistema pratico, ecologico, economico, efficente, sostenibile. Ma per chi ?

Partiamo dal risparmio economico
Il cittadino con il teleriscaldamento non risparmia quasi nulla, perché ci sono delle tariffe base nazionali per le unità calore, che lo parificano di fatto al metano. Per lo Stato sono fondamentali le entrate fiscali sui carburanti, ed il maggiore utile se lo intasca l’azienda a discapito dello stato. Inoltre, con l’allaccio al teleriscaldamento e rimozione della “inutile caldaia” si può dire addio a qualsiasi pratica realmente sostenibile, come l’installazione di pannelli solari per l’acqua calda. In alcuni casi se il cittadino ci prova viene addirittura bastonato con richieste di indennizzi.

Si entra di fatto in un circolo di totale dipendenza, e la multi-utility ne gioisce non poco. Non è un mistero che alcune aziende potrebbero pensare di mandare direttamente al “bruciatore” anche rifiuti considerati “difficili”, creando pesanti interrogativi sui prodotti della combustione di questi procedimenti (diossina?), dato che il servizio di teleriscaldamento non può essere interrotto per nessun motivo, specialmente in inverno. E d’estate poi ? dove la domanda di acqua calda è molto minore ma le bocche di fuoco non possono essere sottoalimentate ?

Concludiamo con l’inquinamento ambientale
Anche sul lato dell’inquinamento ambientale ci sono forti dubbi, siamo sicuri che il teleriscaldamento da termo-distruzione dei rifiuti sia meno inquinante di un equivalente bruciatore a metano ? Non solo il dubbio è lecito, ma è stato anche già misurato mettendo a confronto in uno studio del politecnico di Milano tre diversi inceneritori Italiani (Brescia, Milano, Bologna) rispetto a impianti termici equivalenti alimentati a pellet, gasolio e metano. Il risultato è sconcertante, dal punto di vista delle nanoparticelle i termoutilizzatori ne escono con le ossa rotte, dato che le particelle metalliche ultrafini che si formano (e che sono altamente dannose) vengono prodotte ad un ritmo almeno cinque volte superiore rispetto alle controparti a metano, in barba ai costosissimi e complicatissimi sistemi di trattamento fumi necessari per ripulire un combustibile inerentemente sporco e contaminato da metalli pesanti come il rifiuto urbano.

Quindi, se il teleriscaldamento è prodotto da rifiuti rappresenta solamente un pericolo potenziale per i cittadini, poichè gli impianti di generazione non possono essere dislocati fisicamente troppo lontani dall’utilizzatore finale, quindi non sono affatto un passo avanti verso una maggiore sostenibilità. Se prodotto da centrali a gas in cogenerazione hanno un senso esclusivamente per evitare le emissioni delle vetuste caldaie ad olio combustibile, che con una spesa significativamente minore potrebbero essere tutte comunque sostituite con caldaie a condensazione indipendenti, ed in futuro con pannelli solari termici. In ogni caso non rappresentano certamente una via per l’affrancamento dai combustibili fossili, anzi ne incrementano l’utilizzo. Le dispersioni nelle tubazioni infatti disperdono in media il 10% della energia termica trasportata, tanto più quanto le centrali si posizionano lontano dall’utilizzatore. Aggiungiamoci anche che le multi-utility hanno il difettuccio di farci pagare l’acqua calda di scarto come metano equivalente allo stato puro ed il Teleimbonimento è servito.

Buon Teleriscaldamento a tutti.”

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