Comunicato stampa
martedì, agosto 4th, 2009
Stiamo seguendo sui quotidiani locali la querelle circa i prezzi dell’ortofrutta in Romagna e la crisi in cui versano i produttori del nostro territorio, in particolare di pesche nettarine, che si vedono aggrediti (e spesso battuti) dalla concorrenza di frutta proveniente dall’estero.
Come associazione che tutela i diritti dei consumatori stiamo portando avanti da mesi azioni che hanno come obiettivo quello di rendere il consumatore non più soggetto passivo costretto a subire le scelte di un mercato impazzito, ma soggetto attivo, in grado di effettuare scelte consapevoli.
Sebbene non ne abbiano la percezione, i consumatori sono i veri attori del mercato; detengono infatti un grande potere: quello di decidere se acquistare o meno un prodotto, quale prodotto acquistare, dove e a quali condizioni.
Il nostro compito è far capire ai cittadini di avere sì dei diritti, ma anche delle responsabilità precise.
Non ci stupisce leggere che un quarto di cocomero costi il triplo o il quadruplo del cocomero intero. Nulla giustifica l’aumento di prezzo, ma finché ci saranno consumatori disposti a comprare frutta con prezzi da oreficeria, è ovvio che la troveremo sugli scaffali dei supermercati. Quando cominceremo a boicottarla?
Il fattore prezzo, per quanto importante, è poi solo uno dei fattori che devono incidere sulle scelte di acquisto di un consumatore veramente consapevole.
Ci interessa anche dell’altro. Per esempio che venga riconosciuto un giusto prezzo al produttore (strozzato invece dalla GdO), che si eviti di inquinare trasportando la frutta da un capo all’altro del paese (quando non da un paese all’altro del mondo) e usando imballaggi che poi vanno smaltiti (con un costo che ricade ancora sulle nostre spalle), che la natura sia rispettata così come i diritti dei lavoratori.
Ecco, quando acquistiamo dovremmo pensare ad una serie di variabili, il prezzo è solo una di queste.
Certo, in un momento di difficoltà per le famiglie come quello attuale dovuto alla crisi economica, il prezzo ha la sua importanza, ma siamo anche convinti che dai generi alimentari dovremmo esigere qualità e sicurezza, prima ancora che prezzi stracciati.L’alimentazione va ad incidere infatti sul nostro bene più prezioso: la salute.
Ci sono tante altre cose su cui risparmiare. Pensiamoci ogni volta che facciamo un acquisto, ed esercitiamo bene il nostro potere.
Movimento Consumatori sollecita l’intervento dell’Antitrust e la costituzione di un’Autorità dei trasporti. Secondo l’associazione è necessario non limitarsi a fornire indicazioni di principio, ma dare seguito alla denuncia sull’aumento dei prezzi presentata dal Movimento Consumatori ormai un anno fa e ancora priva di riscontro
In Romagna la spesa più cara d’Italia? Confesercenti Forlì proprio non ci sta. “Quello che non ti aspetti, da un giornale come il Sole 24 ore” ha detto l’Associazione per voce del suo direttore, Giancarlo Corzani. “Il Sole spara titoli ad effetto, come che a Napoli le famiglie spendono mille euro in meno che a Rimini o Ferrara. Più cari di Milano, Roma o Firenze. Qualcosa non quadra. Quello del giornale economico è un colpo basso e gratuito alla rete distributiva romagnola”.”C’è qualcosa che non quadra – dice Confesercenti Forlì – Nella pagina web dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, rapidamente si trovano le rilevazioni riferite a Forlì per il mese di Marzo.
A qualcuno la notizia può essere sfuggita allora la mettiamo in evidenza noi….