Posts Tagged ‘Prezzi’

Comunicato stampa

Stiamo seguendo sui quotidiani locali la querelle circa i prezzi dell’ortofrutta in Romagna e la crisi in cui versano i produttori del nostro territorio, in particolare di pesche nettarine, che si vedono aggrediti (e spesso battuti) dalla concorrenza di frutta proveniente dall’estero.

Come associazione che tutela i diritti dei consumatori stiamo portando avanti  da mesi azioni che hanno come obiettivo quello di rendere il consumatore non più soggetto passivo costretto a subire le scelte di un mercato impazzito, ma soggetto attivo, in grado di effettuare scelte consapevoli.

Sebbene non ne abbiano la percezione, i consumatori sono i veri attori del mercato; detengono infatti un grande potere: quello di decidere se acquistare o meno un prodotto, quale prodotto acquistare, dove e a quali condizioni.

Il nostro compito è far capire ai cittadini di avere sì dei diritti, ma anche delle responsabilità precise.

Non ci stupisce leggere che un quarto di cocomero costi il triplo o il quadruplo del cocomero intero. Nulla giustifica l’aumento di prezzo, ma finché ci saranno consumatori disposti a comprare frutta con prezzi da oreficeria, è ovvio che la troveremo sugli scaffali dei supermercati. Quando cominceremo a boicottarla?

Il fattore prezzo, per quanto importante, è poi solo uno dei fattori che devono incidere sulle scelte di acquisto di un consumatore veramente consapevole.

Ci interessa anche dell’altro. Per esempio che venga riconosciuto un giusto prezzo al produttore (strozzato invece dalla GdO), che si eviti di inquinare trasportando la frutta da un capo all’altro del paese (quando non da un paese all’altro del mondo) e usando imballaggi che poi vanno smaltiti (con un costo che ricade ancora sulle nostre spalle), che la natura sia rispettata così come i diritti dei lavoratori.

Ecco, quando acquistiamo dovremmo pensare ad una serie di variabili, il prezzo è solo una di queste.

Certo, in un momento di difficoltà per le famiglie come quello attuale dovuto alla crisi economica, il prezzo ha la sua importanza, ma siamo anche convinti che dai generi alimentari dovremmo esigere qualità e sicurezza, prima ancora che prezzi stracciati.L’alimentazione va ad incidere infatti sul nostro bene più prezioso: la salute.

Ci sono tante altre cose su cui risparmiare. Pensiamoci ogni volta che facciamo un acquisto, ed esercitiamo bene il nostro potere.

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Biglietti ferroviari. MC: “Ancora aumenti, intervenga l’Antitrust”

Movimento Consumatori  sollecita l’intervento dell’Antitrust e la costituzione di un’Autorità dei trasporti. Secondo l’associazione è necessario non limitarsi a fornire indicazioni di principio, ma dare seguito alla denuncia sull’aumento dei prezzi presentata dal Movimento Consumatori ormai un anno fa e ancora priva di riscontro

A pochi giorni di distanza dalla segnalazione inviata a Governo, Parlamento e Regioni dall’Antitrust sulla necessità di operare una “distinzione chiara tra il servizio ferroviario universale finanziato da Stato e Regioni, che garantisca la mobilità dei passeggeri, e i servizi di mercato redditizi, aperti alla concorrenza”, assistiamo ad un ulteriore aumento dei prezzi dei biglietti del trasporto ferroviario adottato da Trenitalia S.p.A. prescindendo dall’assetto regolatorio vigente e, quindi, illegittimo.
Fino a che non sarà creata un’Autorità indipendente per i trasporti, i viaggiatori, a causa di logiche di natura puramente politica e di consenso elettorale, saranno lasciati in balia delle decisioni di un soggetto che opera in regime di monopolio incontrastato e senza il controllo di alcun soggetto super partes.
Il Ministero dei Trasporti è completamente assente e ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di esercitare i compiti di vigilanza che gli spettano.
Sollecitiamo, pertanto, l’Antitrust a non limitarsi a fornire indicazioni di principio ma a dare seguito alla denuncia sull’aumento dei prezzi presentata dal Movimento Consumatori ormai un anno fa e ancora priva di riscontro.
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Prezzi ortofrutta: è speculazione?

Il timore è che accada ciò che è accaduto per la pasta un anno fa: il prezzo del grano scendeva e quello della pasta aumentava.

Da un interessante indagine di Altroconsumo svolta a livello nazionale (utilizzando i prezzi Ismea e quelli del Garante per la sorveglianza dei prezzi) emerge che i prezzi di frutta e verdura in negozi e supermercati  aumentano indipendentemente dalla stagionalità dei prodotti. L’indagine ha preso in esame  alcuni prodotti tra cui kiwi, cavolfiori, lattuga, patate.
Ebbene dalla ricerca risulta che il prezzo pagato al produttore di kiwi è molto basso in ottobre, quando inizia la stagione, ma nello stesso mese si registra il picco di aumento all’ingrosso e sugli scaffali.Un altro esempio di grave anomalia: i cavolfiori, più economici d’inverno, hanno registrato nel febbraio 2009 un’impennata dei prezzi arrivati a sfiorare i livelli dell’estate 2008.Ancora: la lattuga tra gennaio e febbraio di quest’anno ha subìto un aumento di prezzo inspiegabile, mai registrato negli stessi mesi del 2007 e del 2008. La stagione dunque non c’entra.E le patate? Il prezzo pagato ai produttori è calato negli ultimi due anni di 16 centesimi, ma  di questi ben 14 sono rimasti in tasca ai grossisti e negozianti: la diminuzione al dettaglio è stata di soli 2 centesimi al kg.A fronte cioè di una riduzione del prezzo di partenza del 41% si è avuta una riduzione in negozio del 2%.

Cosa sta succedendo? Si tratta di anomalie tipiche dei mercati con gravi distorsioni della concorrenza e con inefficienze nella filiera.

Se concorrenza vera ci fosse infatti i grossisti dovrebbero approfittare dei prezzi bassi all’origine per attirare nuovi clienti con offerte migliori.

Cosa devono fare i consumatori per difendersi da questi aumenti ingiustificati dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli? Organizzarsi, preferire i prodotti di stagione ma acquistarli direttamente dal produttore o attraverso i gruppi di acquisto solidale che si stanno espandendo sempre più in Italia, saltando dunque i passaggi intermedi.

Ciò consente, tra l’altro, di pagare un giusto prezzo ai produttori che altrimenti sono presi per la gola da chi acquista all’ingrosso per  poi rivendere al negoziante che vende al dettaglio.

Per questo MC è favorevole all’esperimento condotto a Forlì con l’apertura del farmer’s market il sabato mattina, a patto però che sia organizzato in modo da essere realmente fruibile.

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Caro-spesa in Romagna? La replica della Confesercenti Forlì

In Romagna la spesa più cara d’Italia? Confesercenti Forlì proprio non ci sta. “Quello che non ti aspetti, da un giornale come il Sole 24 ore” ha detto l’Associazione per voce del suo direttore, Giancarlo Corzani. “Il Sole spara titoli ad effetto, come che a Napoli le famiglie spendono mille euro in meno che a Rimini o Ferrara. Più cari di Milano, Roma o Firenze. Qualcosa non quadra. Quello del giornale economico è un colpo basso e gratuito alla rete distributiva romagnola”.”C’è qualcosa che non quadra – dice Confesercenti Forlì – Nella pagina web dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, rapidamente si trovano le rilevazioni riferite a Forlì per il mese di Marzo.

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La Romagna e Forlì visti da “Il Sole 24 Ore”

A qualcuno la notizia può essere sfuggita allora la mettiamo in evidenza noi….

Leggendo  “Il Sole 24 ore”  risulta che fare la spesa in Romagna costa più che nel resto d’Italia. L’autorevole quotidiano economico-finanziario dedica alla notizia addirittura l’apertura dell’edizione di lunedì 4 maggio.

Secondo un’indagine svolta su un paniere di 20 prodotti base, Rimini è la città più cara d’Italia con  4.127 euro l’anno. Al settimo posto troviamo  Forlì con 3.750 euro, al 3° Ravenna al 13° posto con 3.716 euro.

Questi dati sembrano “fare il paio” con quanto pubblicato nel Dossier che tutti gli anni “Il Sole 24 Ore” dedica alla qualità della vita nelle città italiane.Ebbene dal Dossier del 2008 risulta che Forlì è scivolata di tre posizioni rispetto all’anno precedente, ponendosi al 18° posto nella classifica generale.

La “pagella” data dal quotidiano viene stilata tenendo conto di vari parametri: Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi e Ambiente, Ordine pubblico, Popolazione, Tempo libero.A far retrocedere la nostra città rispetto al 2007 sono stati Servizi e Ambiente (per cui Forlì si è collocata al 58° posto) e Ordine pubblico (al 63°posto).

Per  controllare personalmente  la classifica cliccate qui

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