Biglietti e prevendite: scorrette le pratiche TicketOne
lunedì, agosto 24th, 2009
Sempre più frequenti sono le segnalazioni dei consumatori che, dopo aver acquistato un biglietto in prevendita per essere sicuri di poter assistere al concerto del proprio gruppo musicale preferito, si sono resi conto di aver pagato decine di euro in più per diritti di prevendita, commissioni, spese di spedizione e costi di call center.
Il Movimento Consumatori, a seguito di una propria indagine, ha denunciato all’Autorità Antitrust (AGCM) le pratiche commerciali adottate da TicketOne, operatore leader nel settore della prevendita di biglietti per concerti ed eventi legati al mondo della musica, della cultura e dello spettacolo.
“TicketOne – commenta Lorenzo Miozzi, presidente nazionale del Movimento Consumatori – oltre a non pubblicizzare in maniera adeguata sul proprio sito le maggiorazioni richieste a titolo prevendita, applica commissioni di servizio ingiustificate. Se a queste si aggiungono le spese di spedizione e i costi di call center, il biglietto può arrivare a costare anche il 100% in più del prezzo di vendita al botteghino”.
I consumatori segnalano inoltre che, in occasione dell’apertura delle prevendite, il sito di TicketOne è costantemente intasato, e l’acquirente è costretto in questi casi a rivolgersi al call center, con attese interminabili e costi elevati, spesso senza riuscire a concludere l’acquisto.
Secondo l’avv. Monica Multari, responsabile del servizio legale nazionale dell’associazione, inoltre, “Ticketone utilizza, nelle proprie condizioni di contratto, una serie di clausole vessatorie: siamo pronti ad avviare un’azione inibitoria nel caso in cui TicketOne, che è appena stata diffidata dal Movimento Consumatori, non provveda a modificare le proprie pratiche commerciali e le condizioni di contratto in senso favorevole ai consumatori.”
Il Movimento Consumatori invita i consumatori a conservare tutta la documentazione probatoria (biglietto del concerto, e-mail ricevute da TicketOne, bollette telefoniche, estratto conto della carta di credito) in vista di un’eventuale class action.
Per segnalare il proprio caso, scrivere all’indirizzo e-mail info@movimentoconsumatori.it.
Stiamo seguendo sui quotidiani locali la querelle circa i prezzi dell’ortofrutta in Romagna e la crisi in cui versano i produttori del nostro territorio, in particolare di pesche nettarine, che si vedono aggrediti (e spesso battuti) dalla concorrenza di frutta proveniente dall’estero.
In Romagna la spesa più cara d’Italia? Confesercenti Forlì proprio non ci sta. “Quello che non ti aspetti, da un giornale come il Sole 24 ore” ha detto l’Associazione per voce del suo direttore, Giancarlo Corzani. “Il Sole spara titoli ad effetto, come che a Napoli le famiglie spendono mille euro in meno che a Rimini o Ferrara. Più cari di Milano, Roma o Firenze. Qualcosa non quadra. Quello del giornale economico è un colpo basso e gratuito alla rete distributiva romagnola”.”C’è qualcosa che non quadra – dice Confesercenti Forlì – Nella pagina web dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, rapidamente si trovano le rilevazioni riferite a Forlì per il mese di Marzo.
A qualcuno la notizia può essere sfuggita allora la mettiamo in evidenza noi….