Il termovalorizzatore di Forlì

Il 29 settembre scorso   si è verificato un incendio  nel termovalorizzatore di Modena gestito da Hera. Quante diossine saranno state disperse nell’aria? Cosa avranno respirato gli abitanti di Modena?Anche a Forlì abbiamo un termovalorizzatore di recente costruzione. In attesa di sapere da Hera – a cui abbiamo rivolto la domanda – quali sono le procedure  previste per gestire un’emergenza come quella appena accaduta a pochi chilometri da noi, riteniamo utile proporvi un interessantissimo video girato da Movimento Impatto Zero  sul  funzionamento del nostro termovalorizzatore.

Immagine anteprima YouTube

A maggio anche Movimento Consumatori ha accompagnato alcuni soci a visitare l’impianto. In quell’occasione ci siamo chiesti  perchè si continua ad investire nella costruzione di questo genere di impianti – pericolosi per la salute dei cittadini -  e non si decide di investire invece in centri di recupero  dei rifiuti come si fa in altre regioni d’Italia.Una risposta ce l’abbiamo, a dire il vero, ma quello su cui vorremmo farvi riflettere è l’affermazione del tecnico nel video: solo il PM10 è trattenuto dal sistema di “filtraggio” dell’impianto, nulla si può fare per le nanoparticelle che sono invisibili….

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3 Comments on Il termovalorizzatore di Forlì

  1. Paolo Marani
    ottobre, 7th 2009 at 17:00

    Le particelle PM2,5 ancora non sono nemmeno catalogabili come nanoparticelle, e vengono oggi monitorate con sistemi migliori anche in alcune centraline di rilevamento ARPA per il traffico veicolare, in quanto considerate molto più aggressive delle grossolane PM10.

    Il servizio dimentica di dire che i fumi vengono mantenuti caldi all’uscita ANCHE per evitare la formazione di fumo (vapore saturo), così non si vede uscire niente e la popolazione è tranquilla, in realtà è un trucco di mascheramento fisico.

    Inoltre, i bagni di ammoniaca riducono gli NOx ma rilasciano gas di ammoniaca nell’atmosfera, con pericolo di piogge acide.

    Insomma, bisognerebbe proprio smettere di costruirli e passare a sistemi di selezione e recupero molto più semplici, meno costosi e meno inquinanti.

  2. Ivan Mazzotti
    novembre, 6th 2009 at 22:09

    Speriamo che il nuovo segratario Bersani sia informato su quanto segnala Paolo perchè mi risulta che qualche anno fa l’allora Ministro Bersani abbia minacciato alcuni medici di radiazione dall’albo perchè firmatari dell’eposto contro gli inceneritori di Forlì.

  3. Paolo Marani
    novembre, 9th 2009 at 13:18

    Infatti gli ambientalisti quella denuncia se la sono un po legata al dito, da parte sua Bersani ha l’attenuante di essere stato convinto da qualcuno non ben identificabile vicino ad Hera che la segnalazione dei medici fosse classificabile come reato di procurato allarme. Il business degli inceneritori è molto vicino al PD sia in Emilia che in Toscana (vedi Renzi…) su questo non ci piove, come sul sahara…

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