Indennità di disagio per l’inceneritore di Hera

Indennità di disagio per  la costruzione dell’inceneritore: la proposta del Sindaco fa discutere. Se troverà attuazione  toccherà alle associazioni dei consumatori controllare le tariffe per sincerarsi che Hera non dia con una mano e tolga con l’altra. Pubblichiamo di seguito il Comunicato stampa della Lista civica DestinAzione Forlì che sottoscriviamo in tutti i suoi punti.

“Dopo le affermazioni in consiglio comunale del Sindaco Balzani, riportate in grande evidenza sulla stampa locale, la lista civica DestinAzione Forlì ritiene opportuno evidenziare alcuni concetti fondamentali.

Crediamo che Balzani con questo gesto abbia voluto semplicemente proporre un’azione coercitiva su Hera riconoscendo la pericolosità degli inceneritori, gesto con il quale riteniamo si differenzi dai suoi predecessori e dalla amministrazione provinciale.

Non vorremmo che quanto proposto, tuttavia, offrisse al gestore del servizio l’alibi per continuare ad operare avvelenando l’aria e le persone “a norma di legge”, perché “tanto basta risarcire qualcosa”.

Vogliamo con forza riaffermare che certi beni non sono in vendita, perché nessun risarcimento può ripagare la qualità dell’aria che respiriamo.
Non erano in vendita le vite di tante persone che ognuno di noi ha conosciuto, anche giovani, morte di tumore; non sono in vendita quelle di chi affolla l’Hospice di cure palliative di Forlimpopoli e dell’IRST di Meldola e non sono in vendita neppure le nostre.

Sicuramente non tutto è imputabile agli inceneritori, ma certo questa è una delle minacce più subdole perché non troviamo indicazioni come sulle etichette dei prodotti alimentari ed in base alle quali possiamo scegliere se acquistarli o meno; in questo caso le emissioni sono invisibili e spesso inodori, le molecole emesse sono incontrollabili e di innumerevoli varietà, le verifiche pubbliche da parte degli enti preposti sono probabilmente scarse se non inesistenti.

Ricordando le dichiarazioni di Scarponi sulle centraline di controllo oramai obsolete, ci piacerebbe che Balzani pretendesse che ARPA fosse dotata di strumenti efficienti per  monitorare le emissioni e che un funzionario a rotazione sovrintendesse ai rilevamenti. Altra aspettativa della Lista Civica DestinAzione Forlì è che venga istituita una “Commissione di Cittadini” che possa vigilare sul modo in cui vengono smaltiti i prodotti della raccolta differenziata; e soprattutto che possa verificare se i materiali vengono effettivamente riciclati.

Siamo tutti favorevoli a risparmiare qualche euro sulla bolletta, non però in cambio della nostra salute.
Per questi motivi confidiamo inoltre che il nostro Sindaco riuscirà a non perdere di vista il vero fulcro della questione che è quello di dare ai cittadini un benessere vero che vada al di là di una mera agevolazione economica”.

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One Comment on Indennità di disagio per l’inceneritore di Hera

  1. matteo
    settembre, 21st 2009 at 11:17

    Appello di Padre Zanotelli contro la privatizzazione
    Acqua: il grande rifiuto
    “Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari”. P. Alex Zanotelli commenta così le recenti modifiche alla legge 133/2008 che rafforzano la privatizzazione dell’acqua.
    Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua.
    Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008. Queste “Modifiche” sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie – così afferma il Decreto – di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio “industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.
    Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.
    E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni? E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!)
    Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è “diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico-finanziari. E’ la morte della politica!
    Per cui chiedo a tutti di:
    -protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
    -chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
    -chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
    - premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
    - ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.
    Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia.
    E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita.
    Alex Zanotelli
    Nigrizia – 14/9/2009

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