Il braccio di ferro tra AUSL e Farmacie. E il consumatore?
E’ da tempo che ne volevamo scrivere. Lo facciamo solo adesso perché l’ultimo numero di COROFAR Salute (periodico distribuito gratuitamente nella Farmacie) ci ha veramente indignato.
A Forlì da almeno due mesi è in corso un braccio di ferro tra AUSL e Farmacie sulla vendita diretta da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di alcune categorie di farmaci. Spieghiamo brevemente l’oggetto del contendere.
La AUSL si è proposta di implementare la distribuzione diretta di farmaci per alcune patologie che ne richiedono l’assunzione per lunghi periodi.I farmaci interessati dalla decisione rientrano nelle seguenti categorie:Antidepressivi, Statine, Farmaci per l’ipertrofia prostatica, Bifosfonati, Ciclosporina A, Colliri antiglaucoma, Inibitori dell’aromatasi.
La prescrizione viene fatta dal medico di base su appositi moduli che consentono al cittadino di recarsi all’Ospedale Morgagni, sedi CUP, Ospedale di Forlimpopoli e alcuni altri presidi decentrati per ritirare gratuitamente i farmaci suddetti.
Apriti cielo! Le Farmacie sono insorte. Si profilava infatti all’orizzonte la possibilità concreta di veder diminuire il proprio fatturato.
Ma siccome non si vogliono chiamare le cose col proprio nome, cosa hanno fatto le Farmacie attraverso Federfarma?
Hanno distribuito – attraverso i farmacisti – un foglietto informativo in cui si dice al cittadino-utente di non essere obbligato a ritirare le medicine nei centri di distribuzione diretta, e lo si invita a farlo nelle farmacie abituali (sempre gratuitamente) chiedendo al medico la prescrizione sulla solita ricetta rossa.
Non ritenendo l’azione sufficiente a difendere la propria fetta di mercato, sull’ultimo numero di COROFAR Salute è apparso un articolo in cui si sostiene che la decisione della AUSL andrebbe a penalizzare in sostanza la qualità del servizio, metterebbe in pericolo i lavoratori delle farmacie, danneggerebbe i consumatori.
L’”informazione” data è, secondo noi, veramente grave e fuorviante.
Innanzitutto svaluta gravemente il ruolo del medico di base.Si dice al cittadino di chiedere al medico un tipo di prescrizione piuttosto che un’ altra come se non dovesse essere il medico a valutare di volta in volta cosa è più opportuno fare conoscendo il paziente e la sua storia.
Inoltre tira in ballo il consumatore senza avere sentito prima il suo parere, in modo del tutto strumentale.
Il consumatore, con questa decisione, ha una possibilità che prima non aveva: ritirare farmaci per periodi lunghi – previa “autorizzazione” del proprio medico di base – in alcuni punti prestabiliti.Se poi preferirà recarsi dal suo farmacista di fiducia utilizzando la solita ricetta, questo lo deciderà lui insieme al medico.Non devono essere le Farmacie a dire al paziente cosa fare.
Pur riconoscendo il valore del servizio offerto dalla Farmacie capillarmente distribuite sul territorio, dobbiamo dire che non ci piace affatto questo comportamento.
La realtà è nota a tutti: le Farmacie non operano in regime di libero mercato e di concorrenza. Di fronte ad una minaccia proveniente dal mercato il vero imprenditore (così si definiscono i farmacisti per bocca del Presidente di Forlifarma dr. Toschi) rilancia e, per attirare e fidelizzare la clientela, individua nuovi servizi da offrire invece che arroccarsi su posizioni corporative.
Quanto allo spettro del lavoro dei farmacisti messo in pericolo, ci viene da sorridere perchè conosciamo bene quali sono gli introiti di una farmacia (che non vende solo farmaci, ma tante altre cose tra cui prodotti e giochi per l’infanzia, cosmetici, prodotti alimentari specifici, ecc. ), e pensiamo che la categoria non sia di certo – in questo periodo di crisi – tra quelle a rischio disoccupazione!
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matteo
giugno, 8th 2009 at 11:13
bravi! perchè non organizzate un momento di confronto pubblico tra Azienda USL e Farmacisti e Medici di base alla presenza dei consumatori? Forza a tutti i sassolini come voi!
Antonio D'Avino
novembre, 12th 2009 at 15:08
…La distribuzione dei farmaci da parte dell’asl alla popolazione richiederà sicuramente costi più alti di quelli che oggi giorno si pagano, si pensi solamente all’istituzione di nuovi dispensiari farmaceutici in quanto la sola asl non potrebbe fronteggiare la richiesta e il numero di pazienti.
oltrettutto sarà sicuramente da rivedere il servizio e gli introiti di una farmacia o del farmacista ma non è immaginabile di annullare la possibilità di questi a svolgere la propria professione, che così facendo verrebbe davvero degradata.
io sono un giovane farmacista appena laureato con un sogno di avere la mia farmacia e non vedo perchè non possa farlo solo perchè in precedenza qualcuno abbia gonfiato il proprio guadagno giostrando a proprio modo in questo campo!
Non sono certo i farmacisti che ne devono fare le spese (perchè così facendo verrebbe annullata un intera categria di professionisti) ma andrebbero maggiormente regolate le leggi e gli ordinamenti che regolano la vendita dei farmaci!
La stessa asl invece di vendere dir il farmaco alla popolazione gratuitamente ma alla regione verrebbe un costo minore…abbassate il prezzo del farmaco in modo tale che il farmacista possa offrire lo stesso servizio, io sono il primo che regalerei tutto ad un anziano con problemi di pressione, ed ogni volta che passo il farmaco questi vedi un ticket aumentato in misura esponenzile… dov’è lamia colpa perchè non potrei più esercitare lamia professione in maniera degna se nessuno regola il prezzo ed il mercato del farmaco?!
E sopratutto ti invito a pensare che se il mercato farmaceutico e non è andato in crisi come milioni di altri settori, forse è perchè fnziona bene!
(Anche se a dire il vero siamo già in pienissima crisi anche noi)