Farmer’s market: si può fare di più

La buona notizia.A Forlì è approdato il 30 maggio il farmer’s market, termine chic per indicare il mercato del contadino. Vi chiederete: che novità è? E’ sempre esistito. Nei piccoli centri in effetti ha resistito nel tempo, ma nelle città è andato invece scomparendo con l’avvento dei supermercati e della Grande Distribuzione Organizzata.

Il mercato del contadino è stato però riscoperto negli ultimi anni e ne sono stati “aperti” diversi in molte città d’Italia dando la possibilità al consumatore di comprare direttamente dal produttore ciò di cui ha bisogno che si tratti di frutta e verdura, di vino, olio,latticini, uova, trasformati ecc. Il vantaggio? Saltare i passaggi della distribuzione, avere la certezza della provenienza dei prodotti, comprare prodotti freschi e di stagione, riscoprire le produzioni del territorio magari risparmiando, perché no?

Alla conferenza stampa di lancio dell’iniziativa a Forlì – il 27 maggio scorso – MC ha plaudito al debutto in città del farmer’s market. Ci è parso infatti un passo avanti nella direzione della promozione di forme di consumo consapevole.Ogni sabato – dalle 7,30 alle 13,30 – infatti sarà possibile recarsi in Piazza Dante Alighieri (davanti al Vescovato) a far spesa e conoscere personalmente i produttori – di cui alcuni biologici con tanto di certificati – da cui si acquista, assaggiando prima i prodotti.

La cattiva notizia. L’organizzazione lascia molto a desiderare.

1)Si parla di mercato in piazza e poi si trovano una decina di stand inseriti in un parcheggio. La cosa sconcertante è che Piazza Dante il lunedì è messa per intero a disposizione di pochi venditori di oggettistica e modernariato, delle macchine nemmeno l’ombra. Perché non si fa lo stesso per il farmer’s market e lo si relega in uno spazio assolutamente inadeguato?Si parla di vendita di prodotti alimentari di qualità, anche biologici, e si mette il banchetto di frutta e verdure a un metro dalle macchine che arrivano col motore acceso o ripartono scaricando i gas dei tubi di scappamento direttamente sul banchetto dei venditori.

2)Non c’e energia elettrica! Dunque i produttori che dovevano portare formaggi o prodotti deperibili o si arrangiano per conto loro o non li portano proprio, rinunciando a vendere parte della produzione che viene invece pubblicizzata come parte dell’offerta del mercatino.

3) Gli stand, oltre ad essere inseriti in uno spazio angusto ed essere nascosti dalle macchine, sono disposti in modo tale da rendere difficile il passaggio tra le bancarelle. Il senso che si avverte è di disordine.

Immaginavamo onestamente qualcosa di diverso. Uno spazio accogliente dove le persone potessero incontrarsi scambiando due chiacchiere coi produttori, dove i consumatori potessero scoprire un modo nuovo di acquistare e apprezzare i prodotti del territorio. Così purtroppo non è.Ma, ci chiediamo, qual è la reale volontà dell’amministrazione che ha promosso l’iniziativa? Accontentare qualcuno – in tempo di elezioni – ma non scontentare i più?Il Vicesindaco che ho avvicinato all’inaugurazione e a cui ho fatto presente le mie perplessità, mi ha detto che toglieranno due file di macchine. Poche dr. Castrucci, bisogna toglierle tutte, come si fa il lunedì mattina.L’architetto che ha seguito il progetto, alla mia domanda sull’assenza di energia elettrica, ha risposto che costava troppo portarla in piazza. Non è un problema del consumatore, architetto. L’idea è buona, avete deciso di attuarla, dimostrate di saperla gestire in modo dignitoso, per cortesia.

Non siamo bastian contrari,ci piacciono semplicemente le cose fatte perbene.

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4 Comments on Farmer’s market: si può fare di più

  1. Paolo Marani
    maggio, 31st 2009 at 19:10

    Queste belle cose come i farmer’s market sono utili se vengono percepite come una risorsa importante per la città, e soprattutto frequentate.
    Il mio sospetto è che sia più una politica di immagine, e alla fin fine trattati come si tratta una riserva indiana, isolata e recintata dalle auto.

  2. Barbara Martini
    giugno, 1st 2009 at 11:09

    Infatti una iniziativa utile dovrebbe essere anche ben pubblicizzata dal Comune, che ne ha interesse a renderla fruibile ai più. Questa cosa della corrente elettrica è un chiaro segnalo di disinteresse, in inverno alle 7.30 c’è appena un pò di luce del giorno, in estate il caldo torrido fa cagliare il formaggio. Tenete duro e continuate a fare pressing sull’amministrazione, però anche i produttori dovrebbero unirsi a voi. Vai Anna! :-)

  3. Romeo Giunchi
    giugno, 1st 2009 at 14:11

    Grande Anna!!!
    Mis embra una grande analisi e sicuramente della strada ce n’è tanta da fare ma … ce la faremo!!!

    Per me è molto buono che i produttori conoscano i consumatori; figurarsi che tanti nemmeno sanno che c’è ancora gente che fa i formaggi, che da carne locale e che può andare a visitare l’allevamento, che ci sono verdure che hanno una stagione (abituati come sono a trovarle sempre tutte al supermercato!!!

    Poi si dovrà andare oltre e cercare di ricreare quel legame che porta il consumatore a prenotare la sua spesa e magari avere centri di semplice smistamento evitando così sprechi e rimanenze che per taluni prodotti significano … immondizia (magari compost…).

    Avanti tutta Anna … li protiamo verso di noi :-)

    Saluti radiosi

  4. Raffaella Pirini
    giugno, 27th 2009 at 12:48

    Che il Movimanto Consumatori guidato con equilibiro e forza da Anna Barbi fosse una nuova forza al servizio dei cittadini lo si era già capito! Con oggi ne abbiamo solo la conferma… Effettivamente il Comune ci ha messo più di un anno per organizzare il primo farmer’s market, ma la strada è ancora lunga… vetrine pre elettorali? Il dubbio sorge… l’importante è che non li si molli… Se il farmer’s market di Forlimpopoli funziona a dovere bisognerà organizzare una visita guidata per giovani (e meno giovani) amministratori …;-)

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