Intervista al Presidente di Hera
E’ un giovedì, giornata di blocco del traffico qui in Emilia Romagna. Prendo dunque l’autobus che da Forlì porta a Cesena felice di esser costretta per una volta da altri a fare una scelta che riduce, come si dice, la mia impronta ambientale sul pianeta. Destinazione:Hera, la multiutility che gestisce acqua,gas, rifiuti, elettricità nell’intera Regione. Devo incontrare il Presidente di Forlì-Cesena Talamonti per parlare di una questione che mi sta molto a cuore: l’acqua, argomento sentito in questo periodo da molti cittadini e consumatori. Arrivata alla stazione mi faccio indicare la strada da due signori in pensione che gentilmente mi accompagnano e, per strada, approfitto della loro compagnia per fare una piccola intervista. Cesena è in fermento in questi giorni e i due miei compagni di viaggio me lo confermano. Date le nevicate e le piogge abbondanti, la diga di Ridracoli è piena al punto che si è deciso di farla tracimare. I cittadini sono arrabbiati perché piuttosto che bere acqua miscelata preferirebbero avere in casa l’ottima acqua del bacino. Per bere quell’acqua – che arriva pura a Cesenatico – uno di loro mi racconta di andare a rifornirsi con delle taniche alle fontane della cittadina di mare che dista una ventina di minuti da qui. E poi i prezzi, le tariffe sono tra le più care d’Italia, si lamentano.
Arrivo negli uffici di Hera e mi accoglie Paola, Responsabile dei rapporti con gli enti locali e le associazioni dei consumatori e mi introduce direttamente al Presidente.
Presidente, i consumatori si lamentano delle tariffe dell’acqua a Forlì-Cesena (tra le più care d’Italia) e della qualità dell’acqua che è diversa da Comune a Comune.
Le contestazioni fatte più spesso alla nostra azienda sono queste:bollette elevate e acqua miscelata. Sono entrambe accuse prive di fondamento. Soprattutto adesso, dal 1° gennaio 2009 infatti Hera ha ricevuto l’incarico da ATO di occuparsi solo della distribuzione dell’acqua e della raccolta e depurazione delle acque reflue. Questo diventa il nocciolo del servizio idrico integrato. In più Hera si occuperà della captazione e depurazione dell’acqua del sottosuolo. Dal 1° gennaio si ha dunque un’azienda che possiede le fonti (Romagna Acque di intera proprietà dei Comuni) e un’azienda che distribuisce l’acqua (Hera, pro-tempore. Noi siamo dunque solo i veicolatori dell’acqua. Cesserà finalmente la contesa che ci vede tirati in ballo sulla provenienza dell’acqua che riceveremo in punti di consegna prestabiliti alla quantità prestabilita dai Comuni. Noi ci occuperemo solo del trasferimento dell’acqua all’utente. Romagna Acque sarà il vostro nuovo interlocutore. Per quanto riguarda le tariffe, queste non le decide Hera ma ATO.
Mi scusi, ma ATO decide le tariffe sulla base di cosa?
Innanzitutto sulla base del servizio che deve essere remunerato (non lo era fino a 2-3 anni fa).Non si paga l’acqua – che è un bene pubblico – ma le spese del servizio che vanno rendicontate e controllate da ATO. A ciò si aggiunge la quota parte di ammortamento degli investimenti chiesti sulla rete per opere di bonifica e di estensione.
Quel che chiedo è: come fa ATO a decidere come remunerare il servizio? Sarà Hera a dire quantocosta il servizio ad ATO.
Hera rendiconta le spese sostenute ad ATO che verifica, controlla.
Se poi non vuol credere che ATO controlli è un altro discorso, ma questo è il suo compito, verificare quanto rendicontiamo. Hera fa una rendicontazione seria e veritiera e ATO controlla.
Torniamo alle tariffe. Le due componenti delle tariffe sono dunque:1)il costo del servizio2)il costo degli investimenti
La ripartizione stessa è stabilita da ATO. Alcuni Comuni hanno deciso per tariffe agevolate, si tratta di una scelta politica in capo alle amministrazioni locali. E poi non è vero che le tariffe a Forlì e Cesena sono le più care d’Italia, in alcune città d’Italia (Milano, Firenze) si paga di più, nella nostra regione a Ravenna si paga di più. Per quanto riguarda gli investimenti Hera ha investito 70 milioni di euro negli ultimi 5 anni e nei prossimi 5 ne investirà altrettanti connessi soprattutto ai risanamenti (fognature e depurazione), investimenti che saranno rimborsati in quota parte da qui al 2023, quando scadrà l’appalto.
Cosa mi dice delle perdite che ammontano al 26%? L’anno scorso abbiamo rischiato il razionamento per la siccità, pensare che il 26% dell’acqua se ne va in perdite è un po’ irritante.
Per quanto riguarda le perdite il dato del 26% si riferisce alle perdite del Gruppo Hera. A Forlì sono solo del 18%. Bisogna poi distinguere tra perdite amministrative e fisiche. Le reali ammontano al 15% che è giudicato il massimo che in Italia si può sperare di raggiungere considerato che la media delle perdite è del 40%.
E delle tubature in cemento amianto? In due anni sono state ridotte solo di due punti percentuali
Le tubature in cemento amianto, quelle le abbiamo ereditate dai Comuni che hanno scelto il cemento amianto piuttosto che altri materiali nel momento della costruzione delle tubature. Oggi ovviamente non lo si farebbe, ma via via che si rompono le sostituiamo. Consideri che le tubature sono ricoperte da uno strato di incrostazioni formatesi negli anni, incrostazioni che proteggono l’acqua nel passaggio lungo la rete. Le fibre di amianto sono pericolose se inalate. In ogni caso AUSL e ARPA ci hanno chiesto di monitorare se l’acqua presenta fibre di cemento amianto e le fibre non sono MAI state trovate. Noi riceviamo dai Comuni le indicazioni su come e dove intervenire, le priorità dei Comuni di ATO ora sono altre: dobbiamo investire prioritariamente nei risanamenti.
Ma parliamo della qualità dell’acqua. Ci piacerebbe poter rassicurare il consumatore sulla qualità dell’acqua del rubinetto anche per evitare alle famiglie – in momenti di crisi come quella attuale – di spendere soldi nell’acquisto di acqua minerale e di caraffe e sistemi filtranti che, oltre ad essere costosi, se non accuratamente puliti, possono addirittura peggiorare la qualità dell’acqua. Se si bevesse acqua del rubinetto invece della minerale i consumatori risparmierebbero circa 250 euro l’anno, dai vostri calcoli. Evitare l’acquisto di acque minerali significherebbe anche evitare tanto inquinamento derivante dai trasporti su gomma di tonnellate di bottiglie di plastica che, una volta svuotate, vanno ad aumentare il carico di rifiuti da smaltire. E’ un nonsenso, ma alimentato dalla scarsa fiducia nella bontà dell’acqua del rubinetto.
Negli ultimi tre anni l’acqua a Forlì e Cesena è molto migliorata. La riviera romagnola fino a dieci anni fa aveva un’acqua pessima, ora la sua acqua proviene al 100% da Ridracoli. Ma questo perché Cesenatico, per esempio, non ha fonti proprie utilizzabili. Dipende poi dallo stato delle reti. A Forlì, per esempio, non abbiamo un’unica rete ma un insieme di reti che sono state costruite nel tempo. In certe zone l’acqua era diversa rispetto a quella di altre, c’è una questione di conformazione del terreno, di pendenze. Abbiamo anche fatto studi dinamici sull’inversione del flusso delle acque. Da 3 anni la qualità dell’acqua di Forlì comunque è stata uniformata, abbiamo un monitoraggio completo della rete. L’acqua che entra nelle case di Forlì viene miscelata con quella della Diga a Monte Casale, poco distante dalla Diga. Poi stiamo costruendo un impianto di potabilizzazione a Cesena. Qui, rispetto a Forlì, l’acqua è più dura. Mi allunga un foglio relativo al 2008 con le percentuali di miscelazione dell’acqua mese per mese a Forlì e a Cesena.
Ma se l’acqua è buona perché non trovate il modo per comunicarlo ai cittadini?Nel vostro sito web ci sono dati di un anno fa mentre i dati sulle emissioni dell’inceneritore sono aggiornati ogni mezz’ora e sono visibili anche dallo schermo touchscreen installato in Provincia. L’acqua è per noi importante quanto l’aria ed è importante che i dati siano aggiornati e soprattutto accessibili a tutti se si vuole che i cittadini consumino in modo veramente consapevole
Noi facciamo oltre 2000 prelievi di autocontrollo annui, ma non siamo tenuti a rendere i risultati pubblici. I nostri dati peraltro non dovrebbero aver importanza per voi, i dati ufficiali sono quelli di ARPA. Se lei va a comprare la carne chiede al macellaio se è di qualità? C’è l’AUSL che controlla.
Infatti gli scandali alimentari e le contraffazioni sono all’ordine del giorno…Ma perché questa differenza, scusi, tra i dati sull’aria e quelli sull’acqua? Anche i dati sulle emissioni sono dati di autocontrollo, anche per le emissioni i dati ufficiali dovrebbero provenire da ARPA.
E’ per un discorso di responsabilità sociale. Il nostro bilancio è certificato e ha ottenuto anche l’Oscar di Bilancio Società e Grandi Imprese per il 2007.
Anche per l’acqua dovrebbe valere lo stesso principio, altrimenti sono portata a pensare che per le emissioni si sia fatta un’operazione di immagine viste le polemiche che hanno infiammato Forlì per la costruzione del terzo inceneritore.
Ma i dati sull’acqua sono costanti. A cosa servirebbero? Dovrei poi avere una persona che mi aggiorna costantemente il sito con i dati di laboratorio. Comunque non si potrebbero avere dati aggiornati giornalmente, ci vogliono almeno 5 giorni per avere i risultati delle analisi.
Io personalmente bevo acqua di rubinetto per rispettare l’ambiente, nonostante gli acquedotti siano cattivi comunicatori, Hera non smentisce quanto si dice…
L’acqua del rubinetto è sicuramente più controllata delle acque minerali. Inoltre nelle minerali sono rilevati i parametri ma nulla si sa delle condizioni di imbottigliamento che influiscono molto sulla qualità dell’acqua, come la conservazione della stessa una volta imbottigliata.
Visto che l’acqua è un bene prezioso sarebbe bello che le amministrazioni locali, le scuole ecc. dessero il buon esempio e installassero tutti i frangigetto
Noi abbiamo regalato 144.000 kit frangigetto nel 2007 e fatto iniziative di vario genere soprattutto nelle scuole per educare le nuove generazioni al consumo responsabile. Ci sono associazioni che fanno queste cose? Certe associazioni ci contestano perché sono ideologizzate.Dicendo questo mi allunga una serie di opuscoli informativi sulle buone pratiche.
Beh sono iniziative lodevoli e apprezzabili, le associazione vorrebbero poter fare altrettanto ma non possiedono certo le risorse economiche di Hera.Poi diciamocelo,sono tutte iniziative che fanno parte di una strategia di costruzione del consenso intorno ad un’azienda che non riscuote fiducia nel territorio. Le iniziative inoltre testimoniano di uno sforzo dell’azienda ma non ci dicono nulla dell’impatto effettivo sui comportamenti quotidiani, del cambio di abitudini
Per ottenere questo ci vuole tempo e bisogna lavorare sulle nuove generazioni.
Su questo punto concordo.
L’intervista finisce qui. Mi alzo, saluto e ringrazio per l’ora e mezza che il Presidente mi ha dedicato.
Mentre scendo le scale mi ricordo improvvisamente della domanda con cui avrei voluto chiudere l’intervista, ma che mi è rimasta nella penna: Ma Lei, Presidente, beve acqua minerale o acqua del rubinetto?
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Barbara Martini
febbraio, 11th 2009 at 16:24
Cari dell’MC vi ringraziamo molto per l’intervista che avete fatto al davverop intrepido presidente di Hera.
Purtroppo i dati che offre il presidente NON corrispondono a quelli pubblicati e soprattutto non è accettabile che le anali si non vengano pubblicate peridodicamente sul sito SOLO perchè non ne hanno l’obbligo, credo che questo vada chiesto e preteso se possibile, chiediamololo ad ATO dunque ai ns Comuni. Per me Talamonti non beve acqua del rubinetto, ma champagne a giudicare dai compensi percepiti.
Barbara Martini
febbraio, 11th 2009 at 16:29
Sapete inoltre che secondo un documento europeo i dati di nitrati e durezza dell’acqua dovrebbero essere inferiori a quelli di potabilità definiti da ATO?
E che facciamo se, come pare sia successo i nitrati sono a quota 49 mg/l (quando 50 è il massimo consentito)? Cos’è per un punto percentuale dovremmo star tranquilli? Questa intervista non mi ha per nulla rassicurato, ma anzi mi inquieta ancor di più, perchè la trasparenza è respinta in cambio di promesse anche poco documentabili. Direi di andar a parlare con ARPA ora come secondo passo possibile. Sperando che il Comune di Cesena e Forlì pretendano (tramite i ns consiglieri) che le analisi siano pubblicate sul sito.
stefano angeli
febbraio, 12th 2009 at 00:54
Ci sarebbe una mole enorme di cose da ribattere a questa intervista, impossibile farlo con un commento…Però qualcosa si può dire:
1- Talamonti si lamenta del fatto che ci si lamenti della miscelazione, ma risponde che questo “conflitto d’interessi” dovuto alla gestione diretta dei pozzi di falda da parte di Hera s’è risolta solo il 1 gennaio 2009, ma Hera esiste da sette anni!!! Ce n’è voluto di tempo pre risolvere la questione, ammesso sia davvero risolta, perchè delle condizione dell’accordo con Romagna Acque nessuno fin’ora sa nulla.
2-Le percentuali di miscelazione e quindi la qualità dell’acqua non è affatto vero che siano costanti, ma variano moltissimo da mese a mese a da zona a zona e questo ce lo dicono proprio le abalisi ufficiali dell’Arpa.
3-Gli Ato dovrebbero controllare tutto, ma con quale personale? Non ne hanno di proprio e quello che hanno è personale di Hera dato a prestito!
4- Il presidente Talamonti dice che Hera a Cesena sta realizzando un potabilizzatore, la Presidente di Romagna Acque ci ha detto la stessa cosa, allora lo fa Hera o lo fa Romagna Acque? NOn è affato la stessa cosa perchè R.A. è totalmente pubblica, mentre Hera no, e le tariffe di R.A. sono ferme dal 2002 metre quelle di Hera sono aumentate nello stesso periodo del 30%.
stefano angeli
febbraio, 12th 2009 at 01:00
Aggiungo solo una cosetta, le analisi mese per mese sulla qualità dell’acqua sul sito di Hera c’erano, ma sono state tolte quando un anno fa il sottoscritto le cominciò a confrontare con analisi fatte in proprio in laboratori privati e con quelle dell’Arpa e s’accorse che le mie e quelle dell’Arpa corrispondevano, mentre quelle pubblicate da Hera invece non corrispondevano gran che.
davide fabbri
febbraio, 26th 2009 at 17:38
L’intervista fornisce ulteriori spunti di riflessione…
Occorre controbattere: Talamonti non ha fornito un quadro esatto su diversi aspetti…
Intanto vi inoltro il testo di mozione politica dei Verdi di Cesena che andrà in discussione:
- nella commissione consiliare pubblica in Municipio a Cesena di oggi 26 febbraio alle ore 18
- nel consiglio comunale pubblico di cesena convocato per martedi 3 marzo alle ore 18
saluti ecologisti
davide fabbri
verdi di cesena
tel 333.1296915
PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALL’ACQUA COME BENE COMUNE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
Premesso che:
- l’acqua è un bene comune, è un bene finito indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi, è una fonte insostituibile di vita che non può essere sprecata o utilizzata alla stregua di una qualsiasi merce;
- la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti umani inalienabili e inviolabili di ciascuno.
Considerato che:
complessivamente oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone che abitano il pianeta non hanno accesso all’acqua potabile, e che per far fronte a questa situazione è stata promossa la campagna mondiale “Acqua diritto umano – bene comune” ed è stato costituito un Comitato Internazionale per un “Contratto mondiale per l’acqua”;
- che tra le iniziative del Comitato Internazionale per un Contratto mondiale per l’acqua, vi è la diffusione del Manifesto dell’Acqua di cui si chiede la sottoscrizione;
- che lo scorso 21 novembre 2008 a Roma, nell’ambito del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, si è tenuta la prima Assemblea del Coordinamento nazionale degli Enti Locali per l’Acqua pubblica.
Ricordato che:
è stata nuovamente assegnata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, sulla quale sono state raccolte in tutta Italia (con banchetti anche a Cesena) nel corso del 2007 oltre 400.000 firme di cittadine e cittadini; la proposta di legge ha l’obiettivo di sottrarre l’acqua (reti, gestione ciclo idrico integrato, erogazione) alle leggi del mercato e della concorrenza, garantendone sia la proprietà che la gestione interamente pubbliche, e il controllo diretto da parte della comunità locale; di assicurare una quantità minima vitale di acqua, gratuita, a tutti gli esseri umani
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
Invita il Sindaco e la Giunta Comunale
ad avviare ogni iniziativa utile affinchè il Parlamento approvi la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua;
a proseguire l’opera di sensibilizzazione sul tema dell’acqua, del suo uso più attento e parsimonioso, e della desertificazione, coinvolgendo sia i Comuni della Provincia di Forli-Cesena, che la Regione Emilia-Romagna;
a proseguire l’attività di riorganizzazione e potenziamento dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione, superando gli eventuali sprechi e le inefficienze;
a contrastare ogni forma di politica e di sviluppo che di fatto possa comportare direttamente o indirettamente o un impoverimento quantitativo/qualitativo del patrimonio “acqua” o un estendersi dei processi di desertificazione.
A promuovere azioni per:
- preservare e salvaguardare le risorse idriche e favorire l’accesso all’acqua per tutti, come diritto, a partire dal proprio territorio;
- ridurre il consumo e gli sprechi di acqua potabile a livello di comportamenti ed usi quotidiani, privilegiando per bere il consumo di acqua di rubinetto in casa ed a sollecitarne l’uso nei luoghi pubblici;
- incentivare la riduzione generale dei consumi di acqua, scoraggiando lo spreco non solo negli usi civili, ma anche negli usi agricoli e produttivi; occorre incentivare il riuso delle acque, i cicli chiusi, le produzioni a più bassi consumi idrici, il completamento delle reti secondarie del Canale Emiliano Romagnolo;
- sollecitare Romagna Acque spa e il gestore Hera spa affinchè garantiscano una buona qualità dell’acqua del rubinetto; va infatti migliorata nettamente la qualità dell’acqua potabile per usi civili, con una rete separata per gli altri usi domestici, proteggendo le fonti di prelievo, rafforzando sia i controlli, che l’informazione ai cittadini sulla qualità delle acque;
- per quanto riguarda i controlli sulla qualità delle acque, occorre garantire la diffusione dell’informazione in maniera trasparente e tempestiva, informando la cittadinanza dettagliatamente sulle modalità di erogazione (quanto dalla Diga di Ridracoli, quanto dai pozzi e quale tipo di miscelazione viene effettuata), pubblicando i dati aggiornati delle analisi delle acque – almeno settimanalmente – sui siti internet istituzionali del Comune e delle società di gestione dei servizi pubblici e rendendoli facilmente accessibili; tali analisi vanno certificate da un soggetto pubblico terzo di garanzia.
- sollecitare gli enti competenti a investire economicamente nella bonifica e manutenzione delle tubature delle reti idriche; sollecitare pertanto il gestore (Hera spa) ed il proprietario delle reti e degli impianti del ciclo idrico integrato (Unica reti spa), società partecipate del Comune di Cesena, alla rimozione graduale delle tubazioni dell’acqua in cemento amianto (in Romagna sono circa 2.200 i Km di condotte per il trasporto delle acque reflue civili in cemento amianto); si ritiene che si debba distribuire alla popolazione solo acqua per usi potabili indenne da amianto;
- praticare la riduzione dei consumi domestici e a sollecitare l’adozione negli edifici pubblici, nelle abitazioni, di tecnologie di riduzione dei consumi (riduttori di flusso);
- definire le azioni necessarie per garantire una gestione ed un governo pubblico delle risorse idriche del territorio;
- sostenere il finanziamento di progetti che garantiscano l’accesso all’acqua nei paesi più poveri
- incentivare una politica agricola orientata a ridurre le colture “idro-esigenti”
- incentivare la diffusione di impianti di fito-depurazione in grado di rendere disponibili quantitativi rilevanti d’acqua di qualità
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CESENA
sottoscrive il Manifesto dell’Acqua e aderisce al Coordinamento Enti Locali per l’Acqua Pubblica;
s’impegna a modificare lo Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell’acqua come bene comune pubblico e patrimonio dell’umanità, e di tutte le specie viventi e l’accesso all’acqua potabile come un diritto umano fondamentale, che non deve essere assoggettato a norme di mercato.
Cesena, 25 febbraio 2009
Davide Fabbri
Capogruppo Consiliare dei Verdi di Cesena
http://www.verdicesena.it – e-mail: davide.fa@virgilio.it
tel. 0547.356861 – tel. 348.7692736